Qui troverete i luoghi più incantevoli, i monumenti, i palazzi storici e i musei di Calci (Pisa)

Giardino Pubblico Piazza Garibaldi p.zza Garibaldi

Parco della Fonderia via B.Buozzi

Giardino Pubblico Montemagno Via del Chiasso

Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa Via Roma , 79

Il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa ha come sede la Certosa di Calci, edificio storico di rara bellezza fondato nel 1336. Sullo sfondo dei magnifici paesaggi del pisano, tra le incantevoli volte dei soffitti antichissimi, in mezzo a così tanta bellezza naturale e artistica, trova spazio anche l'incantevole bellezza della scienza. La Galleria Storica ospita reperti ed animali tassidermizzati che datano finanche al 1600. La Galleria dei Cetacei è la più grande in Italia, e tra le più grandi in Europa. Ma il Museo non ha mai smesso di aggiornarsi, ospitando di volta in volta mostre temporanee ricche di sorprese. Ha allestito numerose sale didattiche pensate appositamente per facilitare l'apprendimento dei bambini, stimolando la loro curiosità attraverso i cinque sensi e attraverso l'immaginazione: ultimissima area espositiva, l'Arca di Noè, un'autentica ricostruzione in legno della mitica nave che ospita al suo interno oltre 160 animali.

Museo nazionale della Certosa Monumentale di Calci Via Roma, 79

Orari: feriali: 8.30-18.30 (ingresso ogni ora in gruppi accompagnati); domenica e festivi: 8.30-12.30 Chiusura: ogni lunedì, 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre Costo del biglietto: € 5.00 (intero) € 2.50 (ridotto) - ingresso gratuito per i visitatori di età inferiore a 18 anni (purché provenienti da paesi dell’Unione Europea o da paesi con i quali l’Italia ha stipulato trattati di reciprocità) ed ogni prima domenica del mese. - ingresso a prezzo ridotto per giovani dai 18 anni ai 25 e per docenti di scuole statali

Convento di S. Agostino Via Nicosia

Il Convento venne eretto nella seconda metà del 1200, per iniziativa del Beato Ugo da Fagiano che lo volle a presidio del luogo, notoriamente malfamato, affinchè cessassero le molestie ai residenti. E’ intitolato a S. Agostino in omaggio alla regola monastica osservata dal suo fondatore, ma fu proprio questi che volle fosse ricordato anche come Convento di Nicosia a memoria del suo trascorso incarico vescovile a Cipro. Benchè ormai abbandonato dai primi anni ’50 del secolo scorso il complesso conserva immutati il fascino evocativo e le suggestioni dei luoghi di fede, anche per effetto dello straordinario e quasi inalterato paesaggio che lo avvolge. La chiesa parrocchiale, oggi unico edificio visitabile, recentemente restaurata e aperta alle funzioni domenicali, ospita nel periodo natalizio il Presepe che cresce, un grande e molto apprezzato presepe artigianale, tutti gli anni arricchito da nuovi scenari e personaggi. Sebbene non accessibile, dal cancello di ingresso al convento è visibile il piccolo chiostro del Convento. Uno scorcio suggestivo, come quello che dal piccolo cimitero poco distante si affaccia verso la Certosa.

La Pieve dei SS. Giovanni ed Ermolao Piazza della Propositura, 4

La Pieve di Calci viene edificata intorno al 1100 per volere di Dalberto vescovo, durante il regno di Matilde di Canossa che ne fu anche finanziatrice. Inizialmente dedicata a Maria Assunta e S. Giovanni, dalla seconda metà del XV secolo assume la nuova denominazione di Pieve dei SS. Giovanni ed Ermolao, quest’ultimo Patrono del paese e della Valgraziosa. Una sua reliquia proveniente da Nicomedia è custodita nella cappella laterale a Lui dedicata. La facciata, dalle forme tipiche del romanico Pisano, è caratterizzata da lesene, archetti ciechi, oculi, rombi, bifore e da una delicata policromia nella parte alta. Alle spalle il campanile a torre, possente, incompiuto, accentua la singolare asimmetria della parte sinistra della facciata. Sulla destra l’impronta del Lazzaretto, demolito nella prima metà del ‘900. Le tre navate sono spartite da due file di colonne monolitiche in granito, con capitelli di riuso dorici e corinzi risalenti ai primi d.C. All’interno il grande altare in marmi policromi del ‘700, la cupola decorata della stessa epoca, numerosi dipinti ed elementi figurativi e l’imponente fonte battesimale del 1200, ricavato da un unico blocco di pietra cerulea di S. Giuliano e scolpito con bassorilievi che ricordano il battesimo di Cristo nelle acque del Giordano.

Ruderi della Rocca della Verruca Rocca della Verruca

E’ ampiamente documentato che già da prima dell’anno 1000 , all’estremità est del monte pisano, a cavallo di una prominenza naturale conosciuta come verrucola venne insediato un edificio. Forse tempio, forse già fortezza, probabilmente entrambe. Nel 1103 il governo della repubblica pisana decide di costruirvi un castello a presidio della città. Una via di accesso impervia, la pianta quadrata con due grandi torrioni circolari a levante e due più bassi, squadrati, sul lato opposto, la piazza d’armi e il maschio possente al centro, la cappella ancora oggi perfettamente riconoscibile, una grande cisterna, gli alloggi per la truppa, i magazzini. Dagli oltre 500 m. di quota la vista degli uomini di guardia spaziava fino alla Valdera, all’alto Valdarno, al Tirreno, alla Liguria, permettendo con largo anticipo di prevenire le incursioni nemiche. Il 18 giugno del 1503, dopo giorni di assedio e sanguinosi combattimenti il capitano Giovanni Rossi de’ Lanfranchi detto il Buttafuoco, cede le armi ai soldati della repubblica fiorentina. Nella stessa data capitola la Repubblica Pisana.

Il santuario Mariano di S. Bartolomeo in Tracolle Via vecchia di Tre Colli

Il documento più antico in cui è descritta la Chiesa di Tre Colli (o Tracolli come era denominato anticamente il borgo) è un elenco delle chiese calcesane del 1372. Costruita probabilmente come chiesa di patronato dei parrocchiani, cioè con il contributo economico e operaio dei fedeli, sorge sui ruderi della Torre di Alicauso, dal nome dell’ antico feudatario proprietario del borgo, di origini Longobarde, i cui resti sono visibili alla base del campanile. E’ un piccolo edificio di forma rettangolare, nello stile semplice delle chiese rurali. Sulla spoglia facciata il centrale portale di ingresso in pietra martellinata, al di sopra solo una bifora ed in sommità una piccola luce a croce latina. Nel campanile alloggiano tre campane, la più antica datata 1392 e dedicata a S. Bartolomeo. All’interno un'unica navata decorata con pitture murali, tre altari di cui il principale dedicato a S Bartolomeo Apostolo, immagini di S. Sebastiano e della Vergine delle Grazie. A quest’ultima i fedeli della vallata di Calci sono particolarmente devoti per il miracolo a Lei attribuito allorchè protesse la popolazione locale durante la epidemia di colera del 1854. A ricordo dell’evento il popolo volle dedicarLe uno degli altari. Nel 1916 l’arcivescovo pisano Cardinale Maffi elevò la chiesa a Santuario Mariano: da allora la terza domenica del mese, passato ferragosto, si celebra la annuale festa della Madonna delle Grazie con la tradizionale processione.

Certosa di Pisa in Calci Via Roma, 79

La Certosa di Pisa in Calci, uno dei monasteri certosini più importanti d’Italia,fu fondata nel 1366. Il complesso principale, delimitato da un alto muro che isolava il cenobio e include vasti spazi verdi, fu ultimato entro la fine del ‘300 e ulteriormente ampliato durante tutto il ‘400. Tra il ‘600 e il ‘700 gli austeri edifici dell’impianto originario vengono riccamente decorati con affreschi, marmi, delicati stucchi, trasformando la Certosa primitiva nella magnifica residenza barocca che oggi ammiriamo con il monumentale altare intarsiato (1665-1686), la pala con San Bruno che offre alla Madonna la Certosa di Calci (1681), i vasti cicli ad affresco della chiesa (1685-1703). Ancora splendide decorazioni e affreschi nel refettorio e nella foresteria granducale (1770-1781). Il Museo Nazionale della Certosa Monumentale occupa la porzione più antica e significativa del complesso, ricca di opere d’arte: corte d’onore, chiesa, cappelle, chiostri, celle, refettorio, foresteria granducale, spezieria.

Il Molino del Gangalandi via Don Minzoni

Unico esemplare perfettamente conservato e funzionante degli oltre cento molini della vallata calcesana, è il tipico molino per cereali a macine di pietra verrucana, azionate da forza motrice generata mediante ruota idraulica. Attivo fino alla fine degli anni ’40 è oggi è oggi museo dell’arte molitoria, ma vanta anche una ricchissima collezione di strumenti e attrezzi originali, perfettamente restaurati.

Telefono +39050938017
Telefono +39050936345

Azimut-treks di Giulio Cuccioli Via Butese, 20

Escursioni giornaliere, hiking e trekking nella val graziosa ed il comprensorio del monte pisano.

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